Ma cosa aspettava la GdF a chiudere quel tempio del puttanesimo e dell’escortismo drogato guidato da un truzzone bullo squinternato e socialmente pericoloso e da una donna che di nobile, a parte il cognome, ha veramente poco?
La Milano chic e da bere e da sniffare e molto altro, passava per quello squallido ritrovo di drogati nell’anima dalla spudorata ricchezza che ostentavano e dal maschilismo che da sempre considera la donna alla stessa stregua di un posacenere.
La ricchezza sfrontata, spietata, quella che conferisce “potere” e che finisce per tramutare in escremento tutto quello che tocca passava per quel “locale IN” che distava poco dalla miseria dell’accattonaggio e del barbonismo cittadino. Un posto da ricchi che certo per entrare in Paradiso, quando sarà, dovranno penare come cammelli da soma e non gli servirà certo mostrare le carte di credito gold.
Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi, già assieme alla madre pregiudicata e “avanzo di galera”, ha così bene messo in opera la lezione che ha imparato durante i nove anni di detenzione, così “riabilitata” da prestarsi ad un commercio che più schifoso e laido non potrebbe essere.
Avrei volentieri evitato di parlarne, sono così laidi tutti i personaggi di questa vicenda da sporcare anche indirettamente tutto quello che sfiorano. Ma poi ho creduto che non sia giusto non parlare di come la società italiana sia sempre e comunque, nonostante al governo per la prima volta ci sia una donna, così imbevuta dal maschilismo e ancora così tragicamente “provinciale” e squallida e ipocrita e come ancora così tante ragazze vengano trascinate dentro infami bordelli o ci vadano per “libera scelta”. Tragica e squallida realtà di un paese che affoga nelle proprie squallide contraddizioni.