I due sparvieri

Pare che il pacifismo sia per strada ma quando arriverà ? E’ per la strada, dice Trump, è per strada, dice Putin. Intanto i due colombi si scambiano effusioni, persino il filosofo di Putin dice che Trump è un grazioso signore, simpatico, cordiale e accogliente. La pace è per strada ma quando arriverà? Putin non lo sa. Dice che ci sta ma come non si sa. O meglio si sa ma meglio non saperlo e allora? Il primo ministro inglese dice di smetterla di giocare e per oggi ha chiamato a raccolta i “volenterosi”, ma, pare, tra questi Meloni non ci sarà. E perché? Perché non ci sta a mettere truppe in Ucraina e per ora non si sono i presupposti. Sembra questa la versione ufficiale del diniego: i presupposti. Ma ancora non si sa se andrà o non andrà. Pace è per la strada ma Meloni non lo sa. Intanto però Putin continua a sparare, per non sbagliare spara. Si fa così la tregua? Sparando? Forse. E’ la nuova concezione della pace, la pace si fa sparando ma sono spari di tregua, spari di pace… e però lui dice che ci starebbe ad una tregua, si ci starebbe perbacco, ma per che fare?

Dice di avere circondato i soldati ucraini a Kursk a migliaia e Trump lo prega di risparmiarli, piange quasi Trump e dice a Putin: abbi pietà di loro. Ma non è vero è una scenetta tra amici che giocano a fare i “grandi”*. I soldati accerchiati è un bel tema, fa piangere il mondo. E il mondo deve vivere in pace e la pace è per strada, basta aspettare che Putin si decida Ma, tempo al tempo, che diamine deve pur farsi suoi quattro conti. Diamogli tempo sono solo tre anni che spara e ci vuole tempo per vincere. Tempo per massacrare altri ucraini. In fondo chi e che cosa sono gli ucraini? Che ci frega a noi degli ucraini? perché ci dobbiamo preoccupare egli ucraini? A loro ci pensa Putin a Putin ci pensa Trump…e io a che penso? Penso che mi sto stancando di entrambi e anche solo a vedere quelle due facce da sparvieri mi viene l’orticaria. Beh, penso che per almeno una quindicina di minuti non penserò a loro e forse smetterò anche di parlarne.

Forse. Ma non ci contate troppo.

*”A separate note on the Kursk region. The operation of our forces in the designated areas of the Kursk region continues. The units are carrying out their tasks exactly as required. Thanks to the Ukrainian forces in the Kursk region, a significant number of Russian forces were withdrawn from other directions. Our troops continue to hold back Russian and North Korean groupings in the Kursk region. There is no encirclement of our troops.

“Le operazioni continuano nella regione del Kursk. Le unità stanno portando avanti la loro missione come richiesto. Grazie alle forze ucraine nella regione, un significativo numero di forse russe sono state respinte da altre direzioni. Le nostre truppe continuano a tenere distanti i russi e i nord coreani, non ci sono truppe nostre circondate.”

Messaggio su X di Zelensky ripreso dal The Guardian Int.

Facce di pietra

Ha una bella faccia “di pietra”, davvero. Ora si scusa, non parlava “minimamente” dei giornalisti de Il Fatto Quotidiano, giornale di cui lui è “firma prestigiosa”…

Parlo di Andrea Scanzi, il giornalista che ha chiamato i colleghi della redazione “culi di pietra” durante un’intervista su Rai2. Ma perché ne parlo? Chissene…dirà qualcuno che si imbatte in queste righe. Non so, così mi sembra un “bel tema” la faccia che hanno tanti che vanno in televisione a farsi belli con certe ” definizioni ” che trovano (anche) girando in rete e che poi fanno proprie e ci fanno pure dei bei quattrini sopra…

Ma la questione non è precisamente le” ravanate” di Scanzi che sono un piccolo peccatino, veniale e comprensibile, persino scusabile e quasi “normale” tra la categoria (mi dicono), senza generalizzare, ovvio. La questione è che questo bel personaggio con le mani mulinanti per mostrare gli anelli, le magliette sgargianti, gli orecchini e i piercing, si vanta spesso ovunque e si loda pure sbrodolandosi con nonchalance per non parere ma si sente molto figo dentro… e ne ha un po’ per tutti. Per tutti e chi finisce criticato dalla sua prosa sferzante, spesso finisce male. E’ pulpitaiolo il nostro. Ragiona sempre come se stesse risolvendo il famoso quiz della Settimana Enigmistica: “Se voi foste il giudice” e giudica e condanna con molta facilità. Ottimo e abbondante nelle sue esternazioni che collimano spesso e somigliano alle altrettanto sferzanti analisi del suo direttore.

Ma coi colleghi “culi di pietra” ci è andato giù pesantino, li ha “giudicati” dal pulpito con tronfia arroganza e si è pestato da solo l’alluce che ora gli duole un po’. Ha mostrato la sua tanto accreditata nei luoghi che “contano”, sofisticata e sofistica, profonda capacità di analisi, di critica e di “giudizio”. Un po’ severo, forse, ma “franco”, “diretto” e non ipocrita.

E, mai, minimamente diretto a quei “culi di pietra” dei suoi colleghi de Il Fatto…mai.
Ma non temere Scanzi la scanzi quasi sempre, con quella faccia puoi dire quasi ciò che vuoi.

Ma guardati le spalle ogni tanto, qualche tuo collega potrebbe alzarlo il culo e…mostrartelo e se è di pietra potresti pure doverlo schivare. Sai, le pietre sono dure…e non si tratterebbe in questo caso di “botta di culo”, no.

Vedere cammello

La palla ora è nelle mani di Putin. E lui che fa? Indossa la mimetica e va a Kursk a sostenere il morale delle truppe.

Cessate il fuoco? Boh! per ora non risponde. Il presidente è impegnato in una missione sul campo, non disturbare con queste inezie, prego.

Non ha dato alcuna risposta alla proposta americana di un cessate il fuoco per 30 giorni alla quale Zelensky ha aderito. E passano le ore e dalla parte dei russi non arrivano segnali di esistenza in vita. Troppo presto, devono ancora capire su quali basi si fonderebbe questo cease fire. Vogliono prima vedere cammello. Capire cosa c’è dietro, se c’è qualche tranello degli americani o degli ucraini. Non si fida Putin e ci va coi piedi di piombo mentre mette i suoi boots (firmati) on the ground nel Kursk ancora (accidenti) occupato da quegli impertinenti nazisti ucraini senza vergogna. Ha detto che tratterà i prigionieri ucraini come terroristi e saranno processati come tali. Putin in mimetica non scherza. Ma quando mai ha scherzato anche vestito civile?

Lui ha le carte e ora deve metterle sul tavolo. Ma abbiate pazienza, un giocatore raffinato come lui mica le mette giù così, prima deve raccogliere le idee, vedere bene cosa gli conviene meglio. Se accettare la tregua per riarmarsi e dare il colpo finale o nicchiare per tutto il tempo che gli occorre rigirando le carte in mano. Che fretta c’é?

A poche ore dall’annuncio di Zelensky che lui la tregua è pronto a firmarla, Putin ha lanciato una ennesima offensiva su Kiev. Un segnale di pace? Difficile dire. Certo non sembrerebbe ma le vie di Putin sono infinite. Uno come lui, un re di Spade, uomo coraggioso, virile, serio, preparato, mica può mandare segnali univoci. O si capiscono oppure lui se ne infischia e va per la sua strada. Freddo, deciso e determinato alla vittoria finale.

A che gli servirebbe accettare questa proposta? Gli darebbe lustro? i russi sono d’accordo? Magari questa domanda se la pone anche un re di Spade. E si perché anche un dittatore deve guardarsi le spalle di tanto in tanto e non può mostrare il minimo accenno di debolezza.

A cosa gli servirebbe accettare? Sta vincendo alla grande, gli Usa stanno con lui. Non ci crede che Trump si offenderebbe se la tirasse per le lunghe, si se menasse la tregua per il campo fino a che gli pare a lui. Infine manca poco e con l’aiuto degli amici, un piccolo aiuto dagli amici americani, ce la può fare finalmente. Poveraccio, sono tre anni che perde i sentimenti nelle steppe ucraine, vogliamo dargli la soddisfazione di dichiararsi Vincente una buona e santa volta?

E ai vincenti non si chiede di cessare il fuoco, ma di andare dritti alla meta. E (per ora) l’unica firma che accetta è quella sulla sua mimetica firmata.

La pistola sul letto

La mia simpatia per i pit bull già la conoscete, ne ho parlato più volte e sapete che li vorrei messi fuorilegge così come i rotweiler, ma campa …cane.

Ma oggi mi punge la vaghezza di parlare di questo caso un po’ singolare. In Tennesee un tipo si è preso un proiettile nella gamba mentre era a letto con una. Dico una perché l’articolo non dice chi sia la signora in questione. Bene, questo intelligentone (come altro si può definire)? aveva sul letto non solo la signora e passi, questo è normale, diciamo, ma anche un pistola carica. Beh? E allora? direte. ..

E allora il Pittbull di casa, un grazioso animaletto che scorrazzava anche in camera da letto è saltato sul giaciglio e con un zampa ha premuto il grilletto che ha colpito l’uomo su una coscia. E gli è andata ancora bene.

Si sa che gli animali domestici, soprattutto i cani sono gelosi del padrone, ma arrivare addirittura a sparargli…

Forse quando si invitano delle signore in casa, queste bestiole dovrebbero essere tenute fuori dalle stanze e magari anche le pistole andrebbero tenute in luoghi appartati e magari con la sicura.

Ma si sa che gli americani amano molto le armi, oltre che i Pittbull da compagnia. Beh, le signore quelle sono amate ovunque ma di solito non mordono e non sparano. Quasi sempre.

https://www.theguardian.com/us-news/2025/mar/12/tennessee-man-shot-by-dog

Riarmiamoci e ripartite

Ci provo a capire qualche cosa sulle prossime piazze o piazzate italiane, quelle proposte dai giornalisti e quelle proposte dai politici. Quella di sabato prossimo a Roma sarà ufficialmente per l’Europa e la pace, lanciata da una proposta di Michele Serra. Ma chi ci sarà? i pacifisti a cinquestelle pare proprio di no. Loro si preparano per il 5 aprile, si vogliono distinguere da tutti. Bene, quindi il prossimo sarà un sabato italiano romano dove chi ci sarà senza bandiere dirà la sua su come gestire l’emergenza continua della italiana politica del tutti divisi spassionatamente.

Ho visto un pezzo della furiosa e appassionata (per finta) intervista del fratino Fazio al rivoluzionario Conte. L’uomo fa sul serio, oggi va a Bruxelles con 50 parlamentari in gita a manifestare contro la vonderlein, quella ragazzaccia inguardabile che parla di piani di riarmo. I grillini non ci stanno, vogliono la pace che si ottiene con la pace. La pace non si fa armandosi – dice Conte – ma mostrando volontà di pace. E ci si riempie la bocca, Conte di pace. Ma ha tutta l’aria di uno armato fino ai denti, ma solo di pacifismo, infuriato ma contro le armi che la vonderlein vorrebbe per riarmare l’Europa ora che Trump l’ha lasciata al proprio destino: nuda e cruda…

Invece il Pd sguidato dalla segretaria pacifista, vuole la difesa comune ma fatta per benino, con criterio, senza armi , cioè no, un po’ di armi le vuole ma poche, maledette, soprattutto e non subito ma col tempo. Prima riarmiamo lo stato sociale e poi pensiamo alle pistole, per quelle c’è tempo, perché tanta fretta? Abbastanza chiaro? No, decisamente, io non ho capito niente.

Insomma, le piazze fioccano e la confusione è tanta, così tanta che per capirci qualcosa bisogna fare uno schemino: chi sta con cosa e perché, a che piazza partecipa e se partecipa che cosa chiede?

Ma è semplice: tutti chiedono Pace in Europa e fuori, riarmati o disarmati e però intanto litigano di brutto. Riarmiamoci e ripartite.

Bambini!

Vendetta? Si! Giustizia pure

L’approvazione del disegno di legge che introduce il femminicidio tra i reati punibili con l’ergastolo è, secondo me, una buona cosa. Ho letto di proteste tra le opposizioni, ma, sinceramente, non capisco bene su quale fondamento si basino.

Il testo prevede che chi compie un femminicidio sconti la pena dell’ergastolo. A me pare che uno che toglie la vita ad una donna meriti la galera a vita e forse è persino troppo poco. Qualcuno ha parlato di “vendetta”. Beh, si, una donna uccisa ogni tre giorni potrebbe far scaturire un desiderio di vendetta nelle donne, perché no? La vendetta è legittimata dalla brutalità e dalla ferocia e dalla criminale diffusione di questo odioso reato che porta via oltre un centinaio di donne all’anno in Italia. Le sottrae alla propria vita alla quale avevano diritto, ma le sottrae anche ai loro familiari, fratelli, genitori, figli…che avevano il diritto di averle vicine e non di vederle vittime di un delinquente che ha deciso di farle sparire dalla faccia della terra.

Infami assassini che meritano solo di restare in galera a vita. Non capisco perché questo nuovo reato dovrebbe creare ulteriori problemi nei rapporti tra uomini e donne. Se un criminale pensa di poterla fare franca con le attenuanti generiche ora sa che uccidere una donna può costargli la pena massima. Ci penserà? Io non credo. Sono sicura che mentre scrivo queste righe c’è chi sta programmando di accoltellare la compagna e manco è informato del nuovo reato o se ne infischia.

Ma le donne ora sanno che la legislazione italiana punisce i loro assassini con la galera a vita e se non ritorneranno a vivere almeno chi rimane a piangerle sa di poter contare sul fatto che chi le ha sottratte alla vita sarà destinato alla morte civile per sempre. Una piccola e misera soddisfazione che però si meritano tutta.

Paga la multa e…taci

Lo so, ci sono molti delinquenti in giro, farabutti che la fanno franca magari per tutta la vita. e so anche che chi leggerà questo post storcerà il naso, lo posso vedere come in un film. Ma non importa. E’ presto detto: un tipo in bici è stato multato 1100 euro e 60 giorni di reclusione perché trovato positivo all’alcol test.

Si tratta di un giovane insegnante precario di Genova, ho letto la notizia on line e mi ha colpito perché ieri, mentre passeggiavo in centro un ragazzo con una enorme mountain bike per un pelo non mi ha investito sul marciapiede. Mi trovavo sotto un passaggio tra due palazzi, coperto, con una lieve discesa, dove ci sono dei negozi, assolutamente vietato ai mezzi, in pieno centro e accanto ad una strada a due corsie.

Questo idiota criminale ha fatto la bravata di scendere a tutta velocita dal pendio immettersi nel piccolo tunnel e percorrerlo per poi uscire dalla parte opposta. Ormai ho i campanelli d’allarme incorporati e appena sento un fruscio mi immobilizzo. Quando, dopo avermi sfiorato e oltrepassato, ha frenato perché l’ho chiamato e gli ho dato del deficiente, si è fermato e mi ha detto che lui non lo è. Gli ho detto: potevi farmi molto male e lui, l’avevo vista e io: sei un cretino idiota e devi andare per la strada o almeno suonare il campanello…non ce l’ho! mi ha risposto…

La pena per il professore può sembrare esagerata me era ubriaco e stava in sella ad un mezzo che poteva colpire e fare male. Se hai bevuto vai a piedi. Ti attacchi al manubrio e cammini. Oppure paghi e taci, ti fai le ore di lavori socialmente utili e stai zitto. Oppure non bevi o bevi acqua minerale o spremute.

Troppi bevono e poi pretendono di portare la macchina tanto loro sono lucidi…anche in bici non sei lucido a volte neppure se non hai bevuto come quel cretinetti che quasi mi investiva ieri che ha l’unica attenuante di avere i genitori più irresponsabili e cretini di lui.

Una brutta china

Donald Trump ha sulla coscienza tutti i morti di questi giorni in Ucraina, oltre ai feriti, tanti tra i quali anche dei bambini. La Russia approfitta già della pausa (lo stop) degli aiuti americani e il taglio delle informazioni di intelligence, per pestare duro.

Questa sarebbe la pace che Trump avrebbe dovuto portare in H24? Lui sta portando più guerra e più morte. Mentre prima gli ucraini riuscivano ad intercettare i droni russi, anche grazie alle informazioni del servizio di Intelligence, ora sono scoperti e più vulnerabili e i russi si accaniscono sui civili con la furia devastatrice di chi sa di avere nell’americano un potente alleato.

Trump è responsabile di queste morti, soprattutto quando dice questa frase: chiunque farebbe come Putin”. Ma “chiunque” chi? di chi parla? E soprattutto, si rende conto della pericolosità di una simile frase?

Ora sta mettendo in atto quello che aveva promesso a Putin: permettergli di fare quello che vuole, bombardare i palazzi con dentro i civili e ucciderli senza pietà perché lui “ha le carte”. Mentre Zelensky non le ha. Ecco a cosa è servita la sceneggiata allo studio ovale: a confermare che sta dalla sua parte e che ha licenza di uccidere e di fare ciò che vuole. E questo col benestare della amministrazione americana, con la benedizione della democratica America. Chi ha votato questo personaggio di cui pochi avevano capito a fondo la pericolosità si dovrà pentire, l’America con lui è in pericolo come lo è il mondo intero.

La pace in Ucraina ora è ancora più lontana. l’obiettivo di questi due è di piegarla e indurla alla resa totale, togliere di mezzo Zelensky e dichiarare la vittoria dei russi. Trump sarà complice del peggior voltafaccia della storia e ne porterà su di sé la responsabilità che ricadrà sugli americani tutti, che avranno contribuito a mettere di nuovo il potere in mano ad un tiranno amico di tiranni e non potrà che essere una macchia incancellabile. A meno che qualcuno non si ribelli allo strapotere di Trump e riesca in qualche modo a mettere un freno a questa rapida discesa verso una china che può portare a conseguenze davvero inimmaginabili.

L’ananas

Otto marzo…uhm, mi ricorda qualcosa ma cosa? Non saprei.

Oggi mi va di parlare di abitudini.

Le abitudini sono i nostri “padroni” per buona parte della giornata, sono petulanti e arroganti ma non ne possiamo fare a meno, per quanto ci sforziamo ne siamo tutti un po’ schiavi e ci tengono ancorati al suolo.

Ma perché non posso volare? E se potessi volare dove volerei?

Lo so dove volerei senza mai atterrare, volerei per ore sopra il mare. E poi mi fermerei su qualche isola, sulla spiaggia. E poi mi tufferei e nuoterei per ore fino a che il fiato regge. Volerei sopra le abitudini e sopra i problemi: la guerra, Trump…a proposito, ha detto che “chiunque farebbe quello che sta facendo Putin…”.

Volerei anche su Trump e poi gli lancerei un ananas che gli cadesse sulla zucca, sono certa che si aprirebbe a spicchi e se li mangerebbe con tutta la scorza. Un ananas ecco cosa è Trump. Un ananas con le gambe che fa il presidente degli Usa. Dentro è secco e rancido e fuori è spinoso.

E parla a vanvera, dice scemenze senza freni inibitori. Un uomo disgustoso, arrogante, pieno di se stesso, proprio come un ananas rancido … Che si circonda di cardi spinosi, indisponenti e arroganti come lui.

Se potessi volare volerei sull’Ucraina e poi scenderei in Piazza a Kiev e abbraccerei tutti quelli che incontro, per solidarietà e gli direi di perseverare e di crederci e di non mollare.

Se potessi volare volerei oltre questa dimensione per incontrare chi ha lasciato questo mondo per chiedergli come sta e come è la non vita, se si vola o se si ama o se si soffre o se si ride o se si piange…

E poi però tornerei qui, a casa e a passeggiare tra gli alberi che diventano ogni giorno sempre di meno. A salutare il noce rimasto unico e solo di quanti erano, belli e frondosi e pieni di nidi dentro il giardino della casa di fronte, disabitata e venduta agli speculatori. L’hanno salvato, per ora, ma il cantiere sarà lungo e non so se lo sopporterà o deciderà di volare, anche lui, altrove. Io spero di no. E’ un amico, un punto fermo e non è un abitudine.

Ogni volta che lo incontro lo ringrazio di esistere e di resistere, imperterrito e tenace e pieno di foglie e di frutti e anche spoglio, come è adesso, pieno di fascino.

Ed ora vado perché mi aspetta il te e i fiocchi di avena e la frutta e la mia giornata piena di abitudini alle quali non so e neppure voglio rinunciare.

Squallide contraddizioni

Ma cosa aspettava la GdF a chiudere quel tempio del puttanesimo e dell’escortismo drogato guidato da un truzzone bullo squinternato e socialmente pericoloso e da una donna che di nobile, a parte il cognome, ha veramente poco?

La Milano chic e da bere e da sniffare e molto altro, passava per quello squallido ritrovo di drogati nell’anima dalla spudorata ricchezza che ostentavano e dal maschilismo che da sempre considera la donna alla stessa stregua di un posacenere.

La ricchezza sfrontata, spietata, quella che conferisce “potere” e che finisce per tramutare in escremento tutto quello che tocca passava per quel “locale IN” che distava poco dalla miseria dell’accattonaggio e del barbonismo cittadino. Un posto da ricchi che certo per entrare in Paradiso, quando sarà, dovranno penare come cammelli da soma e non gli servirà certo mostrare le carte di credito gold.

Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi, già assieme alla madre pregiudicata e “avanzo di galera”, ha così bene messo in opera la lezione che ha imparato durante i nove anni di detenzione, così “riabilitata” da prestarsi ad un commercio che più schifoso e laido non potrebbe essere.

Avrei volentieri evitato di parlarne, sono così laidi tutti i personaggi di questa vicenda da sporcare anche indirettamente tutto quello che sfiorano. Ma poi ho creduto che non sia giusto non parlare di come la società italiana sia sempre e comunque, nonostante al governo per la prima volta ci sia una donna, così imbevuta dal maschilismo e ancora così tragicamente “provinciale” e squallida e ipocrita e come ancora così tante ragazze vengano trascinate dentro infami bordelli o ci vadano per “libera scelta”. Tragica e squallida realtà di un paese che affoga nelle proprie squallide contraddizioni.