Leccapiedismo

Ci sono delle cose che mi danno una leggera vertigine.

Una di queste è il leccapiedismo. Sarà che non sono troppo diplomatica, non lo sono mai stata e (forse) mai lo sarò. Ma non sopporto i leccapiedi. E ce ne sono a bizzeffe dovunque. Ora per fare anche un semplice esempio basta guardare un po’ di televisione, anche solo ogni tanto.

Prendo una trasmissione a caso: i talk show. Bene ce ne sono che fanno veramente scuola in quanto a leccapiedismo.

Il conduttore, passi che sia uno che in qualche modo incensa i suoi ospiti;  fa parte del mestiere e lo si può anche tollerare (un minimo) ma gli ospiti, politici e non, soprattutto quelli che hanno sempre qualche immane fatica letteraria da propagandare, sono penosi.

Guarda  il caso: si presentano in Tv proprio quando hanno appena finito di scrivere il capolavoro della vita e però sono li, in quel posto per parlare di tutt’altro: temi sociali, problemi internazionali, politica politicante, populismi, qualunquismi, governismi ed economismi…ed opportunismi.

Alla fine, il conduttore o “trice”, li salutano nominando l’ultima meraviglia sfornata dalle eccelsi menti e loro sorridono compiaciuti e leggermente imbarazzati, …ma no, ma da, ma via…ma poi ringraziano sentitamente per la pubblicità, enorme che gli fanno e li pagano pure.

Ecco questo è un esempio tra i tanti che potrei fare. Poi c’è il leccapiedismo per interposta…convenienza, quello che serve per mettere in luce qualcuno a scapito di altri. Basta che ci sia qualcuno che in un gruppo si nota ed allora che fanno gli altri? O,meglio, alcuni? Esaltano qualcuno che,  avendo delle qualità, non si meriterebbe che venissero esaltate strumentalmente e in modo ridicolo…”caaarooo, ma quanto sei braaavo, ma come sei ecceeelssso…”, ma lo fanno soprattutto per  quel leccapiedismo che serve al loro scopo: esaltare uno per denigrare altri.

Succede dalla nascita del mondo.

E, sarà anche una cosa alla quale dovrei essere abituata e farmene una ragione, invece, più “cresco” e più la cosa mi fa riflettere su come il comportamento umano sia orientato in base alle simpatie o antipatie e  convenienze.

Insomma, in generale si tende a stare dalla parte dell’ipocrita, di quello che dice una cosa e ne pensa un ‘altra, del bugiardo, insomma. E non ci sono bugiardi più bugiardi dei leccapiedi: sono i più bugiardi di tutti perché uniscono la falsità all’ipocrisia ed è un connubio micidiale che spesso ha portato a guerre devastanti.

Esagero? Non credo: tra i più grandi dittatori ci sono stati i più grandi bugiardi e leccapiedi della storia.

La menzogna e la piaggeria insieme possono arrivare a sconvolgere gli equilibri mondiali?

Io penso di si, pensateci!

 

 

Ognuno con la sua storia

Ma non vi sembra che il governo sia il più “originale” della storia? Con ben tre “capi” che dovrebbero comandare all’unisono ed invece vanno in direzioni opposte? Ognuno ha la sua storia e ognuno se la tiene stretta ma “l’impasto” stenta a legare.

I due principali attori al governo stanno in totale contrapposizione nonostante si mostrino “amici”. E questo è abbastanza inusuale, ma passi. Quello che dovrebbe impersonare la figura dominante, pensa a tagliare la corda al più presto ( il premier del quale entrambi sono vice ma che, da solo, conta la metà di uno solo di loro).

E mi sa che è lui il più lungimirante dei tre. Si, perché Conte si vorrebbe preparare un cantuccio alla Sapienza di Roma. Prima dice che non sosterrà l’esame, che era solo una dimenticanza l’averlo lasciato in nota, ma la cosa è ancora aperta e lui, sembra, non ci voglia rinunciare e stia studiando qualche escamotage per salvare capra e cavoli.

Ma i cavoli che non vuole salvare sono quelli del governo. Lui del governo se ne impippa. Ma è chiaro.

Ma guardatelo con quella faccetta tutta mosse sembra un personaggio delle commedie di Goldoni: Filippetto.

Un ragazzotto  all’apparenza ingenuo ma che però alla fine riesce sempre a perseguire i propri obiettivi ed a raggiungerli e si dimostra più scaltro di tutti.

Il gatto (Di Maio) e la volpe (Salvini), si sono messi d’accordo: a capo dell’esecutivo ci voleva un “Filippetto” e lo hanno trovato: uno con un piede dentro e due fuori e, a questo punto, mi pare che Conte ci stia fuori con tutti e tre i piedi. Si lo so che ne abbiamo due ma lui ne ha tre: è un treppiede, uno di quei cosi che si mettevano negli angoli dei salottti con la pianta sopra e che non servivano ad altro che a fare da contorno e che non si vedeva l’ ora di buttare nel caminetto.

Ora, mentre Di Maio per confondere le acque e sottrarre l’attenzione da Genova dove non sanno che direzione prendere(e per non sbagliare le prendono tutte e tutte le sbagliano) si sta battendo per la grave questione della chiusura settimanale dei negozi e per la ancora più grave questione della troppa libertà della stampa.Ma si, basta negozi e basta giornali! Anche perché di domenica si possono trovare i giornali nei supermercati e magari leggerli a scrocco.

E questo non gli va giù, perché, dice, la stampa è da sempre nemica dei cinquestelle e i risultati si vedono nei sondaggi.

A me, scusate l’ardire,sembra paranoia o altrimenti si potrebbe chiamare in altro modo ma è troppo forte, evito.

In un paese che non legge e se legge capisce poco (parlo in generale ovvio), figuriamoci se è la stampa ad influenzare gli elettori. Ma comunque, caro viceministro, la libertà di stampa è sancita dalla Costituzione.

Non ti va che i giornali parlino delle tue (tante) gaffes? Allora prova a cambiare la Costituzione, se ti riesce.

Ci ha già provato uno che poi è finito come è finito. A te potrebbe andare meglio? Spero proprio di no.

Sarebbe la catastrofe.

“Tante facce nella memoria…”

Squallidi interessi

Quel ponte crollato alla vigilia di Ferragosto  a Genova e ridotto in due tronconi e macerie, sotto le quali hanno perso la vita 43 persone è una metafora del paese.

Stiamo cosi, come quei due tronconi, sospesi nel vuoto, con un governo rissoso, arrogante e incompetente che ci vuole spingere di sotto.

Questo ha detto oggi Di Maio da Bari:”  “Autostrade avrà un’altra brutta sorpresa nei prossimi giorni – tuona il vicepremier dalla Fiera del Levante – Io non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare”.

Sembra una dichiarazione di guerra, un temporale elettrico ma senza pioggia, un parlare a vanvera.

Giustamente il governatore della Liguria Toti ha risposto che  queste sparate inconcludenti non fanno che aggravare una situazione di per sé già molto complicata. Dice che il governo deve fare un decreto per conferire autorità agli enti locali che si possano attivare senza dover aspettare i tempi biblici dei bandi di gare europee.

Perché se c’è una cosa che sappiamo fare perfettamete noi italiani e non mi mi meraviglierebbe se ne facessimo materia universitaria è complicare affari semplici rendendoli di impossibile realizzazione.

Eppure abbiamo tante menti sopraffine nel campo dell’ingegneria e architettura ed urbanistica. Sappiamo costruire ponti da millenni. L’archistar Renzo Piano ha generosamente messo tutta la sua creatività e vastissima esperienza al servizio della città ed ha già ideato il ponte che potrebbe sostituire quello crollato. Ma Di Maio in compagnia di Toninelli fanno i difficili, hanno la puzzetta sotto al naso e continuano a rendere complicata l’attuazione del progetto di ricostruzione, invece che favorirla.

Toti risponde a Toninelli che gli manda a dire via Twitter che deve pensare agli sfollati, a farli rientrare nelle case per recuperare gli effetti personali. (cosa sacrosanta) che si farà ma con cautela per il pericolo incombente e ha anche affermato che dei 250 sfollati già 200 possono disporre di una casa (in realtà ho l’impressione che il governatore stia dimostrando un’efficienza difficilmente riscontrabile in precedenti disastri).E credo che questo braccio di ferro con l’Ente concessionario da parte del governo, questa dimostrazione di disprezzo e costante rifiuto di ogni proposta che provenga da Autostrade, questo continuo demonizzare la famiglia Benetton, altro non sia che un voler dimostrare di essere dei “duri”, di voler contrastare il concessionario a favore di un nazionalizzazione che è molto lontana, allo stato attuale, dal poter essere realizzata.  O, quantomeno non se ne vedono i presupposti.

Fumo senza arrosto. Un litigare sul nulla quando Genova e l’Italia intera hanno bisogno di proposte concrete, valide, attuabili, efficienti, ragionevoli, sostenibili.

La composizione del governo è di per sè un problema e i due partiti da alleati stanno diventando concorrenti in una partita dove a soccombere non possiamo che essere noi tutti.

Credo che Toti abbia ragione da vendere e che il governo dovrebbe farsi consigliare da chi ne sa di più, da chi ha esperienza, da chi può veramente fare il bene della città e del paese intero e non pensi ai consensi ma agisca in maniera decisa e pragmatica con un unico scopo: il bene comune e non squallidi interessi di squallidi partiti.

 

Cretini

 

 

Son l’eletto, son carino, sono leghista

e populista, non mi faccio intimorire

e dei giudici italiani dirò ciò che voglio

dire.

Gli italiani stan con me e non mi farò

fermare sol perchè quattro togati

se ne stanno a complottare.

Non rispondono a nessuno e nessuno

li ha votati, se ne stiano buoni e zitti

o mi fanno incavolare.

Perché io son buono e caro ma se mi

fanno arrabbiare scendo in piazza

e in minuto viene il popolo in mio aiuto.

Questo dice il Gran Ministro, gran Visir

grande statista e italiano bene in vista.

E lo fa da tutti i buchi, spunta da tutti

gli schermi e non parla dal balcone

come quel che ben sappiamo

ma lo fa tramite i social ed arriva

più lontano.

 

E però, caro ministro lei sarà pure

tranquillo, caricato, fresco e arzillo

ma l’Italia e gli italiani non son poi

tutti salvini.

Alla fine siamo ingenui ma non siam

tutti cretini.

 

 

 

Not in my name

Non credo sia mai capitato che un ministro dell’Interno, quello che deve garantire la sicurezza dei cittadini italiani, sia stato accusato di sequestro di persona aggravato. Questa è l’accusa arrivata dalla Procura di Palermo a Matteo Salvini in ordine alla vicenda della nave Diciotti.

Ma lui fa spallucce. Chisseneimporta? Sembra dire in diretta Facebook, dove parla con tutti i suoi followers che lo seguono a bocca aperta e pieni di ammirazione. Dice che se ne fa un vanto, si appunterà una medaglietta.

Si, quella delle giovani marmotte! E poi contesta la magistratura per la sentenza del Tribunale del Riesame di Genova che ha ordinato il sequestro dei beni della Lega. Che c’entra lui? Che c’entra la “sua” Lega? Lui è candido e puro come un giglio se la prendano con i dirigenti di allora…

Questo dice il signor ministro. Magistratura Democratica ha ventilato un atteggiamento addirittura eversivo.

Beh…ma chi se l’aspettava? Abbiamo Mr.Onestà al governo assieme a questo signore che sfida, apertamente la Magistratura accusandola, neppure troppo velatamente di fare politica e di volerlo eliminare per via giudiziaria.

Ma non basta, Salvini non solo sequestra le persone ma le scaccia, le mette fuori di casa e le fa dormire per strada.

Famiglie complete dopo gli sgomberi avviati a Sesto San Giovanni e a Roma, dove la Polizia ha intimato a chi occupava abusivamente degli stabili da anni, di prendere le proprie quattro cose e di uscire all’aperto.

Per questa prepotenza gratuita non c’è un’altra medaglietta per il ministro?

E Cinquestelle che fanno? Stanno tranquilli e beati a governare assieme a questo personaggio  che giustifica la sua arroganza con la volontà di fare quello che ha promesso agli italiani e per giunta affermando che ha il popolo dalla sua parte?

Ma quale popolo ha dalla sua parte? Il popolo di Facebook? Ha preso il 17% alle elezioni e si considera ormai “unto dal popolo”, tutto il popolo italiano?

Eh no, caro signor ministro, io cittadina italiana, in data odierna, la informo che non sono affatto con lei.

Checchè, si informi. Al contrario, sono contro il suo modo di fare, la crudeltà che sta dimostrando e la faccia tosta di giustificarla col ritornello che continua a propinarci che lo ha promesso agli italiani.

Non credo proprio che gli italiani le chiedano di essere arrogante e crudele. Io, almeno non glielo chiedo.E il suo ruolo è troppo importante per permettersi  di sostenerlo con quella sicumera.

Non nel mio nome, per certo.

 

Il governo del dringendendà

Il governo del cambiamento cambia idea ogni cinque minuti. Eccolo il cambiamento: si va avanti e indrè, si dice prima una cosa e poi si smentisce. Vedi il caso vaccini: arrivati al governo, si cambia tutto, oggi cento giorni dopo, contrordine fratelli, i vaccini sono sacrosanti.

Salvini blocca i migranti al porto per giorni, si becca pure una denuncia per sequestro di persona, gli impedisce di scendere e oggi scopriamo che 40 di quei migranti sono spariti!

Su Genova avevano fatto i proclami sulla tempestività degli interventi: via tutti, arriviamo noi…e oggi? Siamo a decisioni zero e confusione totale.

Il ministro delle Infrastrutture dice di avere avuto pressioni esterne interne per non rivelare i documenti relativi alle concessioni autostradali, gli chiedono di rivelare i nomi di chi le avrebbe fatte, ma lui nicchia e poi va in Tv a dire che c’era stato un documento ufficiale da parte della società autrostrade (Aiscat) che lo avvertiva che se avesse messo in atto le sue minacce di rendere pubblici alcuni documenti secretati, avrebbe rischiato il reato di aggiotaggio (documenti che sono comunque stati rivelati dalla stessa società, prima ancora che lo facesse il ministero).

Quindi non si tratta di pressioni sottobanco o minacce ma atti ufficiali che rispondono ad una logica che a minaccia del ministro, gli enti competenti hanno risposto con un avvertimento, sotto un certo punto di vista doveroso, visto che lo stesso sembrava non essere consapevole di cosa comporta rivelare certi documenti.

Della serie …chi semina vento, raccoglie tempesta. Fare il questurino non è il compito del ministro, il suo compito è vigilare che non crollino i ponti. E non lo ha fatto.

Oggi pare che vada a buon fine il contratto dell’Ilva, e meno male, tanto ci voleva! Ma DiMaio con tutta la sua sicumera, non ha fatto altro che portare a compimento l’opera del suo predecessore Calenda. Ma a chi aveva votato M5S perché Ilva venisse smantellata (come promesso dai grillini), la cosa non piacerà troppo. Io, naturalmente sono contenta se si mette fine a questa soap opera e Ilva riprende a lavorare a pieno regime, nel rispetto massimo possibile dell’ambiente, ma, noto soltanto che i grillini hanno parlato a vanvera anche su questo.

Poi ci sarebbe tutto il capitolo Europa. Tanti proclami: prima gli italiani, via il cappio di Bruxelles, sforeremo i parametri per fare le riforme…e poi?
E poi, siccome lo spread fa paura anche a questi rivoluzionari d’accatto, si ritorna sui propri passi, si fa marcia indietro e si dice che si rispetteranno le regole!

Bene, anzi benissimo. Ma e allora?

Governo del cambiamento…quanto sei poco diverso dai precedenti. Anti establishment? Anticasta? Anti lobbisti?

Ma quando mai? Siete sempre stati da quelle parti, avete messo solo una maschera che ora vi state togliendo.

E se serve, siete capaci di fare altri dietro front domani mattina e indossanre delle altre.

Siete totalmente inaffidabili. Altro che cambiamento: questo è il governo del dringendendà.

 

Sinistra, rialzati!

In Germania è nato un nuovo movimento, in vista delle Europee del 2019, dal nome “Aufstehen” (Rialzatevi), composto dall’unione di tre partiti: Die Linke, Verdi e Spd. A guidarlo sarà una donna, già a capo di Die Linke: Sahra Wagenknecht.

Ieri si è tenuta in streaming la conferenza stampa dove Wagenknecht ha illustrato il programma del movimento che lei intende guidare, con l’intento di contrastare le nuove formazioni di estrema destra che stanno fomentando estremismi e manifestazioni con disordini e feriti, come quelli avvenuti a Chemnitz in Sassonia negli scorsi giorni. Una manifestazione indetta da un gruppo di neonazisti che protestavano per l’omicidio di un cittadino tedesco da parte di un siriano e di un iracheno, entrambi arrestati.

Sahra Wagenknecht ha presentato la nuova formazione politica come un tentativo di cambiare le cose in Germania dove, a suo dire, le disuguaglianze sono cresciute e dove c’è un grande bisogno di ricostruire una società fondata sui valori della solidarietà e dove i partiti della sinistra progressista riprendano in mano le politiche legate al lavoro, alla disoccupazione ed al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, in generale. Meno mercato e più umanità.

L’ho ascoltata e vista nel video della ripresa della conferenza stampa: mi è sembrata molto decisa e determinata, chiara e concisa, ha risposto alle domande con fermezza ma col sorriso ed ho pensato che ci vorrebbe anche da noi una donna che avesse un tale carisma, capace di mettersi alla testa di un progetto cosi ambizioso.

Sinceramente, almeno per il momento, non ne vedo nessuna con queste prerogative.

Eppure ce ne sarebbe un gran bisogno. Anche da noi ci sono donne che si occupano da anni di politica e che potrebbero ambire a questa posizione ma sarebbe pensabile, ora, in Italia, che si lasciasse che una donna diventasse un leader di questa portata?

La farebbero lavorare o le taglierebbero, da subito, tutti i ponti? Le metterebbero tutti i bastoni possibili tra le ruote e la convincerebbero presto che sarebbe meglio per lei che tornasse a più miti pretese?

La nostra società (anche se in molti uomini non lo ammetterebbero neppure sotto tortura) è ancora troppo maschilista per prevedere una simile figura, capace di oscurare le personalità maschili più in vista.

Comunque, mi sembra una novità importante nel panorama politico europeo cosi impregnato di destra e segnato da un crescente egoismo e pericoloso nazionalismo. Mi auguro che succeda presto anche da noi che la sinistra riprenda fiato e, donna o uomo, qualcuno si prenda il difficile incarico di farle rialzare la testa.

Mi sembra urgente ed improrogabile.

 

 

Falsi profeti

Chi è chi, per dire a qualcuno che si è meritato qualcosa? Come, ad esempio, che ci siamo meritati Salvini, Di Maio, o Conte? (sono parole che si sentono spesso da quando si è insediato il governo che ha fatto della propaganda l’unico “ideale”).

Solo un presuntuoso può dire che ci meritiamo il governo che abbiamo, solo un presuntuoso che si crede con la Verità in tasca.

Ci sono molti di questi presuntuosi in giro, che pensano di poter dare lezioni dalla cattedra che si sono autoassegnati.

Sono i falsi profeti, quei predicatori che hanno un solo credo: il narcisismo, che li porta a pontificare su tutto e a dare giudizi su tutti. I falsi profeti del terzo millennio si nascondono tra noi. Sono dovunque e in tutti gli ambiti ma stanno soprattutto tra i politici.

Falsi profeti sono anche coloro i quali pensano che sia arrivato il momento di propagare il proprio “verbo” e che sia l’unica strada che l’umanità debba seguire per non cadere nel baratro. E tra questi ci sono intellettuali, filosofi cosiddetti illuminati, scrittori e giornalisti, beninteso di entrambi i sessi, anche se il maschio, come sempre, predomina.

E sono sempre i falsi profeti quelli che guidano le masse, le menti deboli verso estremismi sempre più pericolosi che minano la pace cosi difficilmente conquistata dopo guerre che hanno raso al suolo città, sterminato popolazioni e compiuto crimini orrendi contro l’umanità.

In genere sono maschi con un unico scopo: quello di alimentare il proprio ego narcisistico (ma anche femmine che spesso equivocano la parità tra i generi e si nascondono dietro una maschera “virile” che copia tutte le peggiori prerogative aggressive ed autoritarie degli uomini). Persone “comuni”, magari ritenute persino simpatiche, cordiali, che si circondano di amici o pseudotali perché, di solito, gli “amici” non sono altro che strumenti dei quali si servono per farsi più forti. Il cosiddetto “gruppo”che serve quando si deve aizzare contro qualcuno o che si rende complice e li segue nelle loro elucubrazioni magari persino incensandoli e portandoli in palmo di mano. Insomma, una claque formata da altri individui altrettanto narcisisti che si riconoscono nella personalità del “profeta”, ma che non hanno abbastanza faccia tosta per stare sullo stesso piano.

Dei seguaci pronti a (quasi) tutto.

In politica, soprattutto quella italiana ce ne sono molti. Ci entrano solo ed unicamente per ambizione personale, degli ideali non gliene importa nulla, non sanno neppure cosa sono o se ne servono per fare improvvisati happening per incantare i loro adepti.

Uno di questi è stato Renzi. L’ex premier ex segretario del Pd. Ora si sta riciclando come intrattenitore televisivo e magari non è un male perché cosi potrebbe fare meno danni in politica (di quanti non ne abbia già fatti).

In questi giorni si è autoassolto dalla sconfitta alle ultime politiche dicendo che è stato fatto fuori dal “fuoco amico”, ma che ha fatto anche delle buone cose.

Certo, anche quando c’era il famoso” lui”, i treni (almeno qualcuno) arrivavano in orario, ma poi, la sua politica ha portato il paese alla distruzione totale anche delle stazioni, se non basta dei treni.

Non è un paragone ma solo un pretesto per rendere l’idea di cosa intendo per “assenza di ideali”in  chi predica bene e poi però, segue solo il proprio interesse personale.

Ma potrei fare moltissimi altri esempi, mi limito solo ad uno: Beppe Grillo.

Un personaggio che è entrato in politica scassinando le Istituzioni col grimaldello dell’offesa diretta, chiara, forte e udibile dal “popolo”.

Ma ora che il movimento che lui ha contribuito a fondare (un grosso contributo) sta governando, ci si rende meglio conto di quanto gli ideali dell’ex comico fossero improntati sulla soddisfazione delle proprie personali ambizioni.

Il movimento Cinquestelle è nato per contrastare la politica chiamata anche “casta”, per sconfiggere le diseguaglianze, che nel nostro paese ormai sono una malattia endemica ed ora che governa, sta scoprendo tutta la fragilità del proprio impianto che ruota tutto intorno al narcisismo ed ai falsi ideali dei falsi “profeti” che lo hanno fondato.

Nella storia ci sono stati tanti narcisisti che hanno combinato veri disastri, non serve citarli, li conosciamo tutti.

Ma la recrudescenza degli estremismi di questi ultimi anni, li sta riportando in auge, sta creando intorno a loro quasi una sorta di aurea misteriosa che porta i più deboli a credere al negazionismo storico ed a infatuarsi di ideali improntati all’odio per l’altro, per il “diverso”, per chi “minaccia” i nostri confini.

Mentre il “nemico” più pericoloso è qui. Si nasconde tra noi e dentro di noi. Ed è tutto l’odio che menti malate di protagonismo, egoismo, narcisismo, stanno spandendo a pieni mani in tutto il paese.

E’ ora che a tutto questo venga posto un argine, una barricata, una montagna che lo fermi.

Altrimenti tutto il patrimonio di libertà, giustizia, solidarietà che ci deriva dal sacrificio di migliaia di vite umane andrà irrimediabilmente e vigliaccamente sperperato.

Perché, in politica come nella vita, la virtù non sta mai agli estremi. All’estremo c’è solo fanatismo che induce all’assenza di ideali e di valori ed esalta il misticismo egotico.

E non risolve i problemi ma li aggrava fino a che la” guerra “diventa l’unica soluzione.

Non possiamo e non dobbiamo permetterlo.

“When out of chaos came the earth, and we, sons of the beginning, beheld each other in the lustless light, we breathed the first hushed, tremulous sound that quickened the current of air and sea”.

” Quando la terra usci dal caos, e noi,figli delle origini,ci guardammo nell’opaca luce, noi soffiammo il primo suono soffocato e tremulo, animando le correnti dell’aria e del mare.”

 

Kahlil Gibran

 

Barba di segretario

Il povero Tria se la spasseggia col borsone e con l’aria affranta che cerca di nascondere dietro a un mezzo sorrisino sulle trentatré. Ma che cosa si porterà dentro a quel borsone ?Panini? Bibite?

Documenti top secret? Fa pena a vederlo  arrancare: ancora non ha fatto niente ed è già tutta colpa sua.

Si perché tra un po’ dovrà varare il famoso Documento di Economia e Finanza: il terrore di tutti i governi.

Il terrificante DEF che deve far tornare i conti, gira e rigira. Ma…a proposito e Conte?

Questo governo ha inaugurato lo spremierato. Il primo ministro è anche l’ultimo. Ultimo a parlare e ultimo, soprattutto a contare.

Insomma, dicevo, nonostante la boria e la tracotanza dei due vice, lo spread avanza, il Pil decresce infelicemente e tra poco ci sarà la vera resa dei conti nel governo.

Ma quelli veri non quelli delle coperture fantasma della campagna elettorale, ma quelli dei soldi che non ci sono e degli interessi sul debito che aumentano.

Anche se la finanza non è proprio  un tema che mi appassiona, devo dire che un minimo me ne debbo interessare. Perché se il governo si sognasse anche lontanamente di venirmi a chiedere un prestito…non si sa mai con questi, fanno tanto gli splendidi coi soldi che non hanno ma poi, magari alla fine, andranno casa  per casa col piattino. E’ solo un’ipotesi bislacca ma  è meglio prevenire che curare e mi potrebbero prendere i cinque minuti che ogni tot mi prendono e io poi mi conosco e non posso abusare della mia pazienza. Mi pare che in questi ultimi decenni abbiamo dato, eccome se abbiamo già dato.

Dunque occhio..

Ma ora il Pd si è messo il muso da festa ( si dice cosi dalle mie parti quando uno decide di fare sul serio) e ha indetto una manifestazione per il 29  Settembre prossimo. Un’idea di Martina che si svegliato con in testa : “Mi son svegliato e…” Sarà la volta buona?

E magari si fossero svegliati nel Pd e facessero sul serio.  Mi sorprendo di me stessa, ma, non so perché, dopo i fischi di Genova Maurizio Martina mi è più simpatico. Se li è presi con dignità ed onore, non ha recriminato, né ha avuto gesti inconsulti. E poi, a dirla tutta, quella barbetta gli dona. Dico sul serio. Anche Franceschini ce l’ha. Vuoi vedere che se la fa crescere anche Renzi?

No, a Renzi non cresce la barba, ormai la fa crescere a chi l’ascolta. Ma chi l’ascolta?

Comunque, apprescindere, Martina, ora che lo guardo meglio, potrebbe anche fare sul serio il segretario del Pd, o almeno provarci. Zingaretti non ha la barba e anche se se la fa crescere non mi fa effetto.

Ma perché non se la fanno crescere tutti nel Pd? E perché no anche in LeU? Salvo la Boldrini, gli altri mi sa che starebbero bene una cifra.

Ma si, deve essere una questione di peli anche in politica. Una  bella faccia barbuta fa rivoluzionario e attira le masse. Signori del PD fatevi crescere tutti un bel barbone (ovviamente per le signore non è indicato ) e poi vediamo se non crescono anche i consensi.

Prendete esempio da Salvini, lui si che può andare orgoglioso e fiero del suo barbume. Per questo si fa vedere continuamente su Facebook: per mostrare la barba. La sua però è barba di governo e non di lotta.

Ma Maurizio Martina ha indovinato, quella è proprio barba di segretario. Volete vedere che il Pd comincia a capirci qualcosa di politica?

 

Uomo delle caverne

In giro ci sono tanti galantuomini, ma ci sono anche tanti mascalzoni.

Già chiamarli cosi è fargli un complimento. Ormai le cose si stanno mettendo in un modo che bisognerà insegnare obbligatoriamente, a scuola, alle donne, fin da bambine a difendersi dai delinquenti che possono incontrare sulla propria strada.

La ragazza di Parma che ha subito violenza da parte di due che chiamare uomini mi  risulta molto difficile, avrà bisogno di una vita intera per riprendersi da quanto ha subito e avrebbe anche potuto finire peggio, da quanto si legge, purtroppo, nelle cronache degli ultimi anni.

Il caso è, come si dice, al vaglio degli inquirenti. Ma, da quanto capisco la violenza è stata tale e tanta, talmente brutale e raccapricciante da fare dire al sindaco di Parma, Pizzarotti: “Una vicenda agghiacciante, terribile anche da leggere fino in fondo. Ora la nostra comunità faccia scudo attorno a questa giovane donna».

Ma, in questi giorni, i casi di violenza sulle donne si susseguono; non facciamo in tempo a conoscerne uno che ne salta fuori un altro.

E le vittime sono molto spesso  donne molto giovani che si sono fidate di individui totalmente inaffidabili e per lo più sconosciuti, quando non vengono aggredite per strada o in casa. Una grave imprudenza, certamente fidarsi di sconosciuti, ma, purtroppo, abbiamo visto che gli stessi compagni possono rivelarsi dei brutali violentatori quando non addirittura assassini.

Individui esaltati da droghe o alcol o da deliri di onnipotenza che utilizzano spesso i social per attirare le loro vittime, come nel caso di Parma. Droga facilmente reperibile, come in questo caso e che può aumentare l’aggressività di questi soggetti fino a farli diventare dei criminali che non hanno nulla di umano.

Che fare? Inutile dire che ci vuole maggiore prudenza da parte delle donne, è persino scontato.

Sarebbe utile formare le bambine con appositi corsi scolastici insegnandogli a difendersi, anche con l’utilizzo delle arti marziali.

E che le pene previste per questo tipo di odiosi reati fossero elevate e  soprattutto certe.

Ritengo molto difficile che la società attuale si metta in discussione e rifletta sulle tante contraddizioni al suo interno.

La barbarie di queste azioni non può che derivare da una regressione dell’uomo che ha perso la capacità di rapportarsi in maniera adeguata con le donne e che sta progressivamente ritornando a comportarsi come un uomo delle caverne. Con la differenza che quest’ultimo, di fronte a certi individui risulterebbe un galantuono coi controfiocchi.

 

P.S. E’ ovvio che la scuola ha come compito principe di educare al rispetto reciproco ed alla civile convivenza ma, noto, che ci sono in giro troppi “analfabeti di ritorno” di questa materia.

Dunque, a mali estremi…un bel calcio o una mossa bene assestata, al momento giusto, può risolvere una situazione tragica. O almeno provarci.

Extremis mali extrema remedia…