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Isolatria
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Blog di Mariagrazia Gazzato
Il governo attualmente in carica non è l’espressione della volontà degli elettori. Ma un inciucio come non se n’erano mai visti nella storia della Repubblica.
Due forze politiche antitetiche che si accordicchiano per convenienza e da sei mesi non fanno che litigare e cercare con tutti i mezzi di scavalcarsi. Di osteggiarsi, di tirare sassi e nascondere manine per poi, ipocriticamente, andare su tutti i media a dichiararsi amore eterno.
Gli elettori dei Cinquestelle mai avrebbero votato Lega e viceversa ma ora si sono adattati (i più), assoggettati a questo papocchio venuto male ma che serve a tutti per legittimare un governo che altrimenti non avrebbe legittimità alcuna.
I leghisti, vecchie volpi, conoscono tutti i machiavelli della vecchia, vecchissima politica, i Cinquestelle, più inesperti e persino ingenui, hanno la malizia dei neofiti che non si fidano di nessuno, nemmeno di se stessi e combinano solo guai.
Ora, nello spirito natalizio nel quale da iei ci troviamo immersi, nostro malgrado, posso dire che al governo abbiamo i tre Re Magi: Conte Salvini e DiMaio, i primi due ormai già in odore di Santità, l’ultimo, santificato figlio innocente di padre malandrino, ma furbo e quindi giudicato ottimo “produttore” di geni di già “politici” al concepimento.
Ma il popolo, la gente, gli italiani…come stanno? Si sentono più sicuri, protetti, si sentono che i loro interessi sono finalmente salvaguardati, si sentono con le spalle coperte da un governo che li coccola, li blandisce, ma, allo stesso tempo, fa i loro interessi?
Questo è tutto da vedere. Quello che vedo io è che mi sembrano sempre più prepotenti, sempre più supponenti, sempre più arroganti ed incattiviti.(Italiani e politici italiani).
Naturalmente questo non vale certo per tutti. Non mi permetto di “parlare a 60 milioni di italiani”, come fa Salvini, ma parlo in generale.
La mia idea è che questo Inciucio al governo possa fare ancora male al paese.Dico “ancora” perché sinora, tra alti e bassi, ne abbiamo viste di cotte, di crude e a mezza botta.
Ora Salvini ha avuto l’incoronazione del “suo” popolo. Si è battuto il petto alla Cetto, mandando effusioni cardiache e congiungendo le mani a mo’ di Santone o Guru, ha citato Luther King e Santo Woytila, ha chiamato la gente radunata in piazza: “fratelli” e ha salutato sulle note vibranti del “Vincerò”. All’alba…ma di quale giorno?
Presto, credo molto presto. Questa “vittoria”, passa, necessariamente da Arcore. Li dove si decide tutto, li dove gli ultimi governi sono passati e li dove da tre decenni l’Italia si è fermata.
Tutte le strade (della politica) portano ad Arcore. Quella del governo attuale pure.
Un consiglio (non richiesto ma gratuito per DiMaio) : non ti fidar di un bacio a mezzanotte…mi permetto di farlo ben sapendo che, anche lo leggesse, se ne farebbe un baffo, convinto com’è di essere (quasi ) infallibile.
Dopo l’adunata leghista di ieri, il destino del governo è segnato: avremo Salvini premier di una coalizione di centrodestra dove i grillini, se si accontentano possono fare il centro…o il centrino.
Honni soit qui mal y pense.
Non è un’idea tanto innovativa, quella che Luigi Di Maio ha lanciato da Vespa: il Navigator.
Si traduce in: consulente del lavoro, traffichino, intromettitore, sensale, public eye, detective pubblico, persona informata sui fatti (privati) di un disoccupato redditato o meglio, foraggiato dallo stato.
Esistono da una vita ma non si chiamano navigator ma in mille altri modi e non tutti di cui farsi vanto. Insomma una “nuova” figura professionale che ne compendia di antiche.
Sarebbe questa l’ideona per regolamentare il reddito di cittadinanza che i grillini stanno cercando di avviare tra mille difficoltà?
Uno che ti sta col fiato sul collo, che ti controlla, che ti spia, che riferisce se tu che prendi questi soldi dallo stato te li meriti rientrando nelle prerogative richieste per ottenerlo e seguendo il sacro protocollo, o se te ne stai allungato sul divano a girarti i pollici. E che ti segue in tutte le spese che fai e ti dice: questo si e questo no?
Non lo hanno certo inventato i grillini ( pare con l’aiuto di un certo professor Mimmo Parisi di un’università del Mississippi, non a caso italiano), possiamo “vantarci” di essere tra i primi traffichini al mondo e non credo che un napoletano possa smentirmi essendo Napoli la culla della famosa arte che ci invidiano (si fa per dire) in tutto il mondo: “arrangiarsi”.
E questo dice ora il governo: non abbiamo soldi, dobbiamo arrangiarci inventandoci nuovi ostacoli all’organizzazione che serve a sganciare questi soldi che in tanti aspettano e, purtroppo, credo, aspetteranno ancora per un bel pezzo. Farebbero meglio a dirlo chiaramente: non abbiamo soldi, la UE ci tampina, lo spread sale, i mercati ci stanno col fiato sul collo, ci abbiamo provato ma non è cosa.( E questo suggerimento deve essere arrivato dai tanti navigators, pagati dallo stato, che lavorano nel think tank del ministro del Lavoro. Devono pur guadagnarsi il lauto stipendio).
Ma non lo possono certo dire, ne andrebbe dello loro credibilità che è già appannata da tutte queste manovre sulla manovra ancora in manovra.
Non è certo di navigatori o di naviganti o navigati che l’Italia ha bisogno. Ha bisogno di persone serie che dicano e facciano cose serie e che non prendano in giro gli italiani con questi escamotages da repubblica delle noci di cocco dove l’unico mestiere che prospera è il bookmaker.
Piena solidarietà a Giorgia Meloni della quale Oliviero Toscani ha detto che è “brutta e ritardata”, più o meno. No, Toscani, Meloni è molto bella, intelligente, graziosa, simpatica e piena di passione politica che vorrebbe tradurre in cose positive per il paese. Almeno io cosi la vedo.
Giorgia, politicamente siamo agli antipodi ed io, per te,non voterò mai, ma se passi dalle mie parti (in Veneto) ti offro una cioccolata calda nel posto più” in” della città dove la fanno da leccarsi i baffi.
Di noi veneti Oliviero ha detto di tutto: che siamo ubriaconi, un po’ stupidi ed ignoranti e che non sappiamo leggere neppure i cartelli stradali.
Io l’ho invitato pubblicamente a dirmelo in faccia, ma lui, ovviamente, non ha colto l’invito. Lo ripeto qui: Oliviero vieni a dirmelo in faccia che magari ti dico come la penso.
Ma so che da quell’orecchio non ci sente. A lui piace farsi bello con le cose che dice, è contento se i giornali ne parlano, gongola quando parlano di lui, in qualsiasi modo ne parlano, purché ne parlino.
Ma questa cosa che aveva detto di Giorgia, devo dire, mi era sfuggita e, a dir la verita di quello che dice, anche, volendo chissene…
Ma di messaggi di solidarietà nei confronti dei veneti io, francamente, ne ho letti pochi.
E questa storia che non ci sia stata una sollevazione in piazza delle donne a favore di Giorgia Meloni, mi pare di capire, sia un altro modo per parlare male delle donne, in generale. E dai…
Anche perché di quello che va dicendo Oliviero-Zharatustra, dovremmo anche cercare, nei limiti del possibile di infischiarcene. A mio parere.
https://www.mariagraziagazzato.it/wp/2017/10/25/oliviero-contro-i-veneti/
La Lega vuole far rimanere le donne a lavorare fino al nono mese di gravidanza. Cioè, su richiesta e con l’avallo del medico potranno farlo e restare al lavoro fino al giorno prima di partorire. Adesso la legge prevede l’astensione dal lavoro due mesi prima del parto e tre mesi dopo. Ed è una legge ben fatta che tutela le madri lavoratrici (anche se ci sono molti abusi). Ora si vuole distruggere anche quella. Uno dei pochi capisaldi dei diritti delle donne lavoratrici. Cosi’ come si sta facendo da anni con tutti i diritti conquistati con anni e anni di battaglie, anche cruente. E perché? Per fare un favore alle donne o a alle imprese? Già, sarà sempre più difficile rispettare la maternità delle donne e il loro diritto di viverla pienamente e consapevolmente senza essere costrette a portarsi il pancione in ufficio o in fabbrica o dietro il bancone di un supermercato, fino all’ultimo, perché i datori di lavoro diranno che, visto che si “deve” dimostrare fedeltà al proprio posto di lavoro… E se non si fa si corre il rischio di essere mobbizzate fino al punto di essere costrette ad andarsene, visto che il licenziamento non è possibile in gravidanza. Non è affatto un’agevolazione per le donne, ma un modo fornito su un piatto d’argento (metallo nobile) ai datori di lavoro per ricattarle, da una “Lega” che a parole sta con il popolo e coi fatti lo turlupina.
Pubblicato oggi su “Italians” del Corriere della Sera
Sostiene Conte, che sta per fare alla Ue una proposta che non può rifiutare. Determinato a portare a casa il risultato di evitare la procedura di infrazione ma, allo stesso tempo, di mantenere le promesse che il “suo” (si fa per dire) governo, ha fatto agli italiani. Come farà? Gli chiedono. Quali carte pensa di abbassare per vincere questa delicata partita?
Conte non le svela, se le tiene ancora ben coperte, ma, dice, non sarà soddisfatto fino a che non arriverà ad ottenere il massimo per il bene del paese.
Mi è venuto in mente Mick Jagger. Lo so, il parallelo non calza. E che c’entra la scanzonata, irriverente, immarcescibile rock star, con la figura dai contorni paleo democristiani del premier italiano?
Mi piaceva immaginarlo mentre canta: “I can get no satisfaction”. L’ho immaginato vestito alla Jagger con camicia luccicante aperta sul petto glabro e pantalone di due misure più stretto, mentre si dimena sul palco del G20. Ci farebbe un figurone. Ci scommetto.
Scherzi a parte, ormai è tutto nelle sue mani, la salvezza dell’Italia e del governo è appesa al suo potere negoziale.
Immagino debba sentirsi in cima al mondo. I due burberi e pretenziosi ministri, suoi vice, si sono affidati a lui. Eh, già, mica scemi: se non riesce, la faccia la perde lui, se porta a casa qualcosa diranno che è stata la vittoria della tenacia e della forza espressa dal “lavoro d’equipe”.
Ma la faccia la stanno perdendo tutti e tre ( anzi quattro con Tria) . Il governo è stato poco credibile fin dal primo minuto, adesso, per credergli bisogna fare un atto di fede.
La resa, quasi totale sulla manovra economica è palese. E non mi vengano a dire che riusciranno a fare le pentole e anche i coperchi perché non ci credo: li voglio proprio vedere alla resa dei conti. (Ammesso che ci arrivino).
E neppure mi dicano che sono stati osteggiati dai “poteri forti”, la verità è che hanno mentito agli italiani e non possono che continuare a raccontare bubbole.
Il governo del cambiamento si sta dimostrando un arnese da antiquariato. Conte non se n’è accorto, ma il naso gli sta crescendo ogni giorno di più.
Ma lui mi direbbe che fa curriculum.
Eccolo, in versione scatenata e “pallonara”:
Ma non posso non ricordare il grande Totò che di “lettere” se ne intendeva e che ne ha lasciate di memorabili nei suoi film…caro Luigi, vengo con questa mia a dirti…
Ho visto Salvini da Giletti. Come al solito pimpante, sicuro di sè.Parla del suo rapporto con DiMaio, lo definisce persona seria. Con lui si trova bene. Elenca o meglio snocciola tutto quanto fatto sinora dal governo, soprattutto sottolinea i suoi successi.E un giovialone, parla a braccio. Istintivamente ispira simpatia.
Risponde a Giletti su Freddy Pacini, il negoziante che ha ucciso un ladro che era entrato nottetempo nel suo negozio. Tutta la sua solidarietà e la rassicurazione che la nuova legge passerà al più presto e Freddy non ha nulla da temere.
Poi se ne va tra gli applausi. Ma che applaudono? Penso.
Poi arrivano in studio per parlare proprio della nuova legge, altri invitati tra i quali Di Pietro e Zecchi.
Ad un certo punto Zecchi interviene a favore di una deputata leghista e prende a litigare con DiPietro, accusandolo di non capire nulla e di dire cose senza senso .
Il povero di Pietro è esterrefatto. Cercava di spiegare che il reato di eccesso colposo di legittima difesa prevede già che chi uccide un ladro che si intrufola nella propria abitazione, venga scagionato se si accerta la proporzianalità della sua reazione e quindi, Freddy, con tutta probabilità verrà scagionato.
Ma Zecchi non è contento, dice che è inumano e che i problemi dell’Italia derivano anche dall’atteggiamento dei magistrati e DiPietro ne è un esempio negativo.(!).
Credo di aver capito che la nuova legge voluta dalla Lega si baserà su un cardine fondamentale: la licenza di uccidere sempre e comunque chiunque si introduca in casa o in altro luogo di appartenenza di un privato.
Quindi decade l’eccesso colposo di legittima difesa in quanto sarà sempre considerato legittimo uccidere.
In qualsiasi caso. Basterà che un lestofante si intrufoli in casa nostra per poterlo uccidere senza dover subire nessuna conseguenza.
A me sembra pericolosissimo. Significherebbe autorizzare l’omicidio.
Ed incentivare il possesso di armi perché con questa legge, chiunque si sentirebbe un pistoleros con licenza di uccidere.
E i ladri agirebbero di conseguenza munendosi a loro volta di armi e magari, verrebbero ingaggiati scontri a fuoco che potrebbero risultare ancora più pericolosi per le vittime delle rapine.
Insomma un’ escalation di violenza dalle conseguenze imprevedibili.
Demagogia pura di un partito che sta dimostrando di voler autorizzare i cittadini a difendersi da sè, contemporaneamente delegittimando la magistratura che finirebbe per diventare un semplice verificatore di fatti compiuti e di eccessi impunibili.
E ovviamente la cosa sembra incontrare i favori della maggioranza degli italiani che la vede come la panacea contro le rapine ed i furti i casa.
Quando, al contrario, potrebbe solo finire per inferocire ancora di più i malavitosi depotenziando, nei fatti, lo stato di diritto.
Spero che un obbrobrio del genere venga fermato in tempo.
La manovra economica slitta ancora. Ormai sta diventando la manovra sulla slitta. La Babbo manovra. Devono prendere tempo al governo per fare le cose per benino, ora dicono fra una settimana, ma già che ci siamo potremmo farla slittare a dopo le feste. E intanto al governo mangiano una fetta di panettone e brindano con lo spumante i loro grandi successi di questi sei mesi travagliati e fattoquotidianizzati.
Già, perché oramai col governo siamo tutti ciccia e pappa. Stiamo col naso incollato a Facebook per vederci uscire Dimasalvi e Conte e compagnia, che ci narrino la fiaba del sior Intento, che dura poco tempo, che mai nol se distriga…vusto che tea conta o vusto che tea diga? (Filastrocca veneta per bambini).
Si, perché stiamo attendendo di sapere che fine dobbiamo fare, in quale padella ci soffriggeranno lentamente e soprattutto se riusciremo ad evitare che la Ue ci sanzioni.Sarebbe umiliante, dai su.
Intanto ci si mette anche il Pil, pare che sia in discesa, in picchiata e che i consumi scendano e pure gli investimenti. Insomma, gli italiani aspettano di vedere come butta e intanto si tengono i borsellini ben chiusi. Ma scusate governo del cambiamento,ma se sono mesi che ce la raccontate che con l’Europa fate a braccio di ferro, ma vediamo che a vincere è lei e ora Conte è passato a tenerla a braccetto e a dire che : faremo crescere il Pil”, ma come? Lo innaffiamo col Crescitamiracolosa?
E poi c’è questa faccenda dell’ R.d.C. (che sta per redditodicittadinanza, non riesco più neppure a sentirlo pronunciare tanto ha stufato). E tutti a dire che si farà e come si farà e che si stanno stampando le tessere per la platea, ma non si sa chi le stampa e poi DiMiao dice che non sono in stampa ma sono in procinto di stamparle…abbiate pietà, sono in stampa o no?
E i centri per l’impiego che ora forniscono al massimo il 3% dei posti di lavoro ma che dopo la cura saranno in grado di “sparare” posti di lavoro come mortaretti, dove li vogliamo mettere? E , pare, che il RdC, non sarà più di 780 euro ma 500, (eh no, non scherziamo, qualcuno ci aveva già fatto dei progettini) , ma DiMiao smentisce pure questo.
Ma noi non siamo fessi e abbiamo capito che ci stanno menando per naso. Cari signori governanti ma chi credete ancora di impapocchiare?
I soldi non ci stanno e voi dovete far scendere la manovra di un bel tot di miliardi. E allora? Non sarà che verrete casa per casa, la notte di Natale a chiederci un obolo da devolvere per il povero (in canna) governo del cambiamento?
Perché se è cosi io ce l’ho già pronto…il fucile, carico, a salve, naturalmente, ma vi faccio prendere lo stesso un bello spaghetto. Questa si che sarebbe difesa legittima. Occhio!