Strozzino

Zelensky è in viaggio per raggiungere Trump. Sempre in mimetica ma con lo sguardo triste. Sembra un commesso viaggiatore che sa di stare per ricevere una sonora porta in faccia ma non può fare a meno di suonare il campanello. Sarà dolorosa questa visita nella tana del lupo per il presidente ucraino, la fase di pacificazione sembra più complicata di quella interminabile di guerra.

Va a firmare un contratto dal quale dovrebbe scaturire una proposta di pace. Mercantile ma sempre pace. Dovrebbe… bene usare il condizionale. Pare che Trump volesse disdire e mandarlo al suo paese. Ma poi una telefonata del leader francese molto attivo e “partecipe”, gli ha fatto cambiare idea. Ma che non stia a fargli perdere tempo.
Sarà un accordo storico o semplicemente una perfida trovata del Tacon per fregare l’ucraino? Io propenderei per la seconda ipotesi: fregare l’ucraino.

Non ci fa una gran figura il prepotente pregiudicato, nessuna. Il pacifismo non si fa obbligando la gente a svendere i gioielli di famiglia, si chiama in un solo modo: strozzinaggio.


E lui, Trump è uno strozzino di prim’ordine.

1 commento su “Strozzino”

  1. Metterei una “n” al posto della prima “z”.
    Ma non penso che Donaldo ce l’abbia in particolare con Zelensky: lui è solo un effetto collaterale del suo modo di andare dritto per la sua strada, come un bulldozer senza lo sterzo.
    R
    Ottima, c’ho pensato un po’…ma si approvo, forse ha colto meglio di me l’indole del personaggio.

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